Inserimento lavorativo per i ragazzi in affido

Le Commissioni Lavoro della Camera e del Senato hanno riconosciuto la necessità, all’interno del Jobs Act, di prevedere dei metodi di inserimento lavorativo dei neomaggiorenni provenienti da case famiglia o famiglie affidatarie.

Secondo quanto riportato dalla rivista online “Vita” sono circa 3200 neomaggiorenni che ogni anno escono dai percorsi di accoglienza, case famiglia e famiglie affidatarie e la maggior parte di loro non rientra nella famiglia d’origine. Una situazione che senza interventi specifici rischierebbe di alimentare un circolo di marginalizzazione.

Infatti i giovani al compimento dei 18 anni escono dal sistema di protezione dell’infanzia e si sente la mancanza di opportunità di lavoro che contribuirebbero l’accompagnamento all’autonomia cominciato all’interno delle famiglie affidatarie e dai vari percorsi di accoglienza.

Si legge nel comunicato della Commissione Lavoro, «Saranno previste misure specifiche e dedicate per promuovere l’inserimento lavorativo e l’accompagnamento verso l’autonomia dai giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, destinatari di provvedimenti di allontanamento dalla famiglia d’origine o per altra ragione provenienti da percorsi d’accoglienza, comunità di tipo familiare o famiglie affidatarie».

Il parere positivo della Commissione Lavoro della Camera e del Senato aiuterebbe a valorizzare il patrimonio dei giovani “fuori famiglia”.

Non rimane che aspettare le decisioni del Ministero del Lavoro, sperando che i nostri ragazzi possano essere agevolati a inserirsi nella società in completa autonomia.