Terminato il percorso di sensibilizzazione nelle scuole

Anche quest’anno è terminato il percorso di Sensibilizzazione nelle scuole promosso dal Girasole.

Tale progetto ha visto coinvolte classi della Scuola Primaria di Cremona e di alcuni paesi del Distretto, e, come ogni  anno,  anche alcune classi delle scuole Superiori quali il Liceo Anguissola.

Sono esperienze importanti che vedono affrontare con i bambini e le loro famiglie e ragazzi più grandi temi importanti quali l’Affido e la Solidarietà Familiare cercando attraverso  lo scambio diretto e le esperienze  delle famiglie, che  fanno testimonianza, di lasciare un segno, uno stimolo.

Di seguito l’educatrice Stella Barbati  e la Dott.ssa Alquati Giuliana, psicologa  e psicoterapeuta, che collaborano con l’Associazione e da anni curano  e propongono tali percorsi nelle scuole superiori, spiegheranno gli obiettivi, finalità e realizzazione di tale Progetto.

 

Sensibilizzazione nella scuola primaria

L’Associazione Girasole mette in atto progetti di sensibilizzazione  che mirano a favorire la cultura dell’accoglienza, della solidarietà famigliare e, quindi, dell’affido.
L’iniziativa si rivolge sia agli alunni delle elementari cha ai loro insegnanti e, tramite di essi, mira a raggiungere le famiglie per creare un tessuto di solidarietà fertile e vigoroso. L’idea di base è che i bambini possano svolgere un ruolo importante nell’accogliere e sostenere i compagni in difficoltà: sia direttamente, sia come veicolo di informazioni, conoscenze e coinvolgimento delle proprie famiglie.
L’esperienza è già stata sperimentata con ottimi risultati nella Città di Cremona dal 2003.

Obiettivi

  • Promuovere la solidarietà tra famiglie.
  • Promuovere la conoscenza dei diritti dei minori.
  • Stimolare i bambini ad accogliere e sostenere i compagni in situazione di disagio.
  • Sviluppare la sensibilità dei bambini verso i temi della solidarietà, della compassione e dell’accoglienza.
  • Diffondere e promuovere il tema dell’affido familiare.
  • Promuovere negli adulti la cultura della solidarietà familiare e dell’auto-mutuo aiuto.

Descrizione delle attività e dei tempi del progetto 

Il percorso si rivolge alla classi quarte e quinte, comprende 3 incontri da due ore. Il percorso viene realizzato seguendo un libretto ove sono riportate le attività, esercizi e i temi trattati. Vengono impiegate tecniche teatrali non solo per l’alto grado di coinvolgimento riscontrato in altre esperienze di animazione, ma anche per gli ottimi risultati a livello di comprensione di contenuti trasmessi. Viene anche utilizzata  la tecnica grafico-pittorica.

Contenuto incontri

Lo spunto iniziale che si propone ai bambini è la riflessione sul proprio nome, considerato come diritto fondamentale e occasione per ragionare sulla propria identità; ci si interroga sui bisogni dei bambini e, dai contenuti emersi, si deducono i loro diritti e gli elementi indispensabili per la crescita di ognuno (cibo, famiglia, istruzione, assistenza sanitaria); poi si aiutano i bambini a prendere coscienza che non tutti possono godere dei diritti fondamentali, cercando di individuarne alcune cause (guerra, povertà, violenza, etc…). Ci si interroga sui modi per poter intervenire (aiuti, amicizia, accoglienza…etc…) cercando di guardare specificatamente al nostro quotidiano. Infine si concentra l’attenzione sulla famiglia chiedendosi “cosa diamo” e “cosa riceviamo” e riflettendo sui rapporti che i bambini hanno con le figure adulte. La riflessione conclusiva arriva a spiegare in modo completo cos’è l’affido , la diversità tra affido e adozione e come l’accoglienza possa essere vissuta attraverso la concretezza di gesti quotidiani.

Il percorso si conclude con un incontro rivolto ai genitori con l’intenzione di condividere con loro le finalità del progetto rendendo protagonisti i bambini stessi; in tale occasione è prevista la presenza e la breve testimonianza di un rappresentante dell‘Associazione “Il Girasole” (Associazione Famiglie Affidatarie) e un percorso laboratoriale organizzato e condotto dai bambini.

Nella testimonianza a cura delle famiglie del Girasole vengono trattati i seguenti temi:

  • Spiegazione del significato dell’affido, descrizione delle diversi tipologie di affido e solidarietà familiare;
  • Presentazione dell’associazione Girasole
  • Racconto dell’esperienza vissuta.

MODALITA’ E CONTENUTI PER LA SENSIBILIZZAZIONE ALL’AFFIDO NELLA SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

PROMOSSA DALL’ASSOCIAZIONE IL GIRASOLE

Storia del progetto

Il progetto di sensibilizzazione all’affido per i ragazzi e ragazze delle scuole superiori nasce circa otto anni fa all’interno di un pensiero volto alla creazione e divulgazione della cultura della solidarietà che, tra i tanti modi in cui può pronunciarsi, trova la sua espressione nell’istituzione dell’affidamento familiare.
Il progetto prevedeva tre incontri di circa due ore ciascuno su tematiche relative a: bisogni dell’infanzia e dell’adolescenza, psicologia del bambino e la formazione della sua personalità, istituzione dell’affido e conoscenza degli aspetti giuridico psicologici.
Il progetto è stato svolto principalmente nelle scuole che nel proprio curriculum di studi prevedevano materie come: pedagogia, psicologia, scienze dell’educazione o simili. I professori e gli alunni stessi si sono mostrati maggiormente sensibili all’accoglienza di questa proposta formativa.
Lo scenario attuale, a causa di alcune riforme nel curriculum di studi, prevede due incontri di sensibilizzazione di circa due ore ciascuno rivolto alle classi seconde dell’istituto Anguissola e collegato al tema formativo di diritto che prevede di trattare l’istituzione dell’affido e dell’adozione nel capito del diritto di famiglia.

Contenuti nell’incontro di testimonianza

L’ultimo incontro del percorso di sensibilizzazione è svolto dalle persone associate all’ Associazione Il Girasole che in qualità di testimoni riferiscono circa la loro esperienza di affidatari.

L’attenzione che in quest’azione si cerca di mantenere riguarda i seguenti punti:

  • Quale motivazione (o più motivazioni) hanno guidato la decisione di spendersi come affidatari.
  • Quale riflessione in termini di disponibilità verso i bisogni di qualcun altro: risorse e fatiche.
  • Quali atteggiamenti verso una persona “altra” rispetto alla propria famiglia: come si accoglie e come si crea il rapporto agli inizi di una relazione.
  • Come si cerca di ricreare la motivazione a rimanere in una relazione anche nei momenti in cui può risultare difficile rapportarsi.
  • Il vissuto nel momento del congedo e la rielaborazione positiva dell’esperienza.

Modalità nell’esposizione della propria esperienza

Alcune attenzioni nell’esposizione dei contenuti, definiti nei punti precedenti, sono relative all’età dei ragazzi (15-16 anni) e alle diverse sensibilità in termini di esperienze di vita e/o familiari (adozioni, affidi, separazioni, trascuratezze ecc.). Gli insegnanti, generalmente, riferiscono circa eventuali attenzioni esistenti nel contesto classe. Tuttavia sarebbe sempre opportuno chiedere per evitare la creazione di possibili disagi.

Una persona o coppia testimone può raccontare la propria storia o meno. Se decide di esporre il proprio racconto credo sia bene averlo prima condiviso in famiglia per alcuni motivi: privacy del bambino o ragazzo, rielaborazione (affinché il momento espositivo non diventi la prima volta in cui viene riepilogata l’esperienza), privacy degli altri membri della famiglia.

Se si decide di non narrare l’esperienza si possono esporre le riflessioni nate durante il percorso d’affido o solidarietà familiare (prima d’intraprendere la decisione, durante l’esperienza e dopo).

In ogni caso si dovrebbe sempre cercare di tenere a mente i contenuti di cui al punto precedente.

Un’altra attenzione durante la testimonianza riguarda il permettere ai ragazzi di fare domande alla fine o durante l’esposizione. Al fine di evitare imbarazzi reciproci sarebbe bene concordare sin dall’inizio eventuali “restrizioni” dovute a privacy o atro che si desidera mantenere.